venerdì 28 aprile 2017

Deutsche Bundesbank: Die Rolle von Banken im Geldschöpfungsprozess


Frankfurt am Main | 25.04.2017

How money is created

Since the Eurosystem launched its accommodative non-standard monetary policy measures, the central bank reserves of commercial banks in the euro area have gone up sharply, more than seven-fold within a period of not quite ten years. At the same time, the broader monetary aggregate M3, which comprises the liabilities of domestic banks and central banks against domestic non-banks such as households and enterprises, grew only moderately. In the April issue of the Monthly Report, the Bundesbank's economists look at this issue and explain how book money is created and how the Eurosystem's expanded asset purchase programme (APP) impacts on monetary growth. They also comment on proposals for banks to hold central bank money against 100% of their sight deposits.

giovedì 27 aprile 2017

Macron? Ha imparato dalla Rothschild

Macron? Ha imparato dalla Rothschild a manipolare le opinioni


Francois Henrot, ex direttore della Banca Rothschild e braccio destro di David de Rothschild, parla di Emmanuel Macron, banchiere e Managing Director della stessa banca dal 2008 al 2013.



“Ha imparato l’arte della negoziazione. Ha imparato anche, nel bene e nel male, qualcosa di molto utile in politica: la comunicazione, raccontare delle storie. In gergo, quando noi facciamo un’operazione, parliamo di equity story, una narrazione che convinca gli azionisti a comprare i nostri titoli e sostenere le nostre operazioni finanziarie. Ha imparato quindi in una certa maniera le tecniche – come dire – non della manipolazione delle opionioni ma… un pochino sì”.
traduzione di PandoraTv

domenica 16 aprile 2017

Europe already has a ‘bad bank’ — the ECB

Europe already has a ‘bad bank’ — the ECB

From Prof Richard Werner, University of Southampton Business School, UK
Sir, Charles Haswell (Letters, March 6) questions the wisdom of large-scale central bank purchases of good assets, when important bad assets can be bought. He is right: it makes no economic sense to spend billions of taxpayers’ money on bank bailouts, in the process exacerbating public sector debt, often resulting in cuts to welfare and education spending, when a costless method is available to solve the problem.
That is why I have been arguing since the 1990s in Japan that central banks should use their prerogative to purchase bad debts from banks at times of crisis — at face value. Banks would immediately have the strongest balance sheets possible. Nor would the central banks make losses from this, since they can keep the assets on their books at market value. And if the dud assets are still worth 10 cents in the dollar, compared with the actual funding cost of zero, that is an actual gain of 10 cents for the central bank. Central banks are aware of this option, and have used it whenever they wanted to prevent banking crises from turning into recessions — such as the Bank of England in August 1914 or the Bank of Japan in 1945.

Mr Haswell suggests that today the main obstacle to the implementation
of this policy is the moral hazard argument. But it is precisely to avoid moral hazard that one should deploy central banks for this one-off costless clean-up operation: moral hazard dictates that those who mess up should pay up. Need I say more?

Prof Richard Werner
Chair in International Banking,
University of Southampton Business School, UK

venerdì 14 aprile 2017

IL TRUCCO DELLA MONETA BANCARIA

IL TRUCCO DELLA MONETA BANCARIA (SECONDA PARTE)

Vedi anche:

IL TRUCCO DELLA MONETA BANCARIA DENUNCIATO IN TRIBUNALE

virtual money
Lo scorso 28 Marzo Marco Saba, Presidente di IASSEM, è intervenuto all’assemblea di Carige per contestare l’approvazione del bilancio annuale della banca.

Nel mio precedente articolo “Il trucco delle moneta bancaria denunciato in tribunale” anticipavo che nel mese di Luglio 2016 con Marco Saba abbiamo dato avvio ad una procedura legale avanti al Tribunale di Genova contro Banca Carige al fine di ottenere il riconoscimento e la corretta registrazione in bilancio della moneta bancaria che le banche creano dal nulla all’atto della concessione di prestiti alla clientela.

Infatti, i principi contabili internazionali – richiamati anche nei bilanci della Carige – affermano che non si può evidenziare in bilancio il prestito di un bene (nel caso di specie la moneta) senza prima contabilizzarne la proprietà. E’ come se una società immobiliare riportasse in bilancio gli affitti da incassare senza palesare, nello stesso bilancio, la proprietà dell’immobile che genera tali affitti!

Dati ormai convergenti e ufficialmente pubblicati da BCE, Banca d’Italia, KPMG e da altre fonti primarie hanno riconosciuto che oltre il 90% della massa monetaria in circolazione,  costituita da banconote e depositi a vista,  è creata fittiziamente dal sistema delle banche commerciali. Tale massa monetaria equivale al debito delle imprese, delle famiglie e della pubblica amministrazione (sulla relazione tra massa monetaria e debito vedi anche il mio articolo “La Cassa Depositi e Prestiti sotto attacco: partono le privatizzazioni“). Dunque, la banca crea denaro per far fronte agli impieghi, ma omette di registrarlo in cassa prima di utilizzarlo.
Si tratta di un aspetto nevralgico, del vero privilegio che consente al sistema bancario di indebitare gli Stati, le famiglie, le imprese, quindi di gestire la moneta in circolazione come una gigantesca partita di debito in base alla quale tutto ciò che noi produciamo, tutto ciò che noi possediamo rappresenta un debito verso il sistema bancario. Le banche omettono di registrare la moneta creata per produrre questo debito perchè altrimenti le dimensioni di questo colossale scandalo sarebbero oggettive e potrebbero essere regolamentate.
Da Luglio 2016 ad oggi ben sei udienze si sono svolte avanti il Tribunale di Genova, durante le quali abbiamo potuto sostanziare le ragioni tecniche per le quali l’omessa registrazione della moneta bancaria è una grave lacuna contabile che produce effetti giganteschi sulla trasparenza del sistema bancario, sui flussi di cassa e potenzialmente sulla tassazione degli utili delle banche.
Durante la recente assemblea degli azionisti siamo dunque tornati a ribadire le ragioni di una battaglia che a nostro modo di vedere coincide con una svolta epocale del modo di concepire la moneta. In tal senso, Saba ha ricordato che la creazione di denaro dovrebbe essere esercitata direttamente dallo Stato attraverso la sovranità monetaria e che invece, come riconosce anche Banca d’Italia nella risposta al recente quesito sollevato dall’Onorevole Villarosa, la creazione dei depositi da parte delle banche rappresenta la quasi totalità del massa monetaria in circolazione (vedi Audizione della Banca d’Italia).

Peraltro durante l’intervento all’assemblea Carige è stato ricordato che l’avvocato Canepa, difensore della Carige, così rispondeva al magistrato durante la sesta udienza nel procedimento in corso a Genova: “Se ci fosse qualcosa di anomalo, la BCE lo avrebbe rilevato!” Peccato che la BCE è la stessa che l’anno scorso ha deciso unilateralmente di abolire il rendiconto finanziario, la pistola fumante della creazione della moneta da parte di una banca, affermando che “…il Comitato esecutivo ritiene che la pubblicazione di un rendiconto finanziario non fornirebbe ai lettori del bilancio alcuna altra informazione pertinente.” (Fonte: Annual Accounts 2015, pag.  27). Vedi il “Video dell’intervento all’assemblea di banca Carige”.

Questo è il perimetro di uno scontro iniquo ed impari nel quale la nostra azione, tecnicamente solida e studiata nei minimi dettagli, si scontra con forze sovrastanti che modificano le regole durante lo svolgimento del gioco stesso… dimostrando che i nostri colpi raggiungono obiettivi sensibili.
Passo dopo passo, udienza dopo udienza, assemblea dopo assemblea stiamo assistendo ad un graduale arretramento da parte loro, con ammissioni e provvedimenti che li distanziano anni luce dai regolamenti contabili e giuridici che dovrebbero osservare. Sappiamo che non si arrenderanno mai ma neanche noi lo faremo!

Quello dell’omissione della moneta bancaria creata dal nulla è uno strumento di controllo formidabile come lo è la manipolazione del rating, le truffe sui derivati, l’usura bancaria, il bail-in e le tante facce della finanziarizzazione dell’economia con le quali l’Eurosistema bussa quotidianamente alla nostra porta sottraendo risorse ed imponendo la propria governance. Per questa ragione è un fronte caldo nel quale occorre posizionarsi con convinzione.

La partita è aperta, il procedimento va avanti. Ottenere una sentenza che obbliga la banca a far emergere la moneta bancaria vuol dire recuperare miliardi di gettito fiscale e far cadere uno dei privilegi storici dei banchieri, che oggi rappresenta la principale leva di indebitamento e quindi di asservimento dell’intero sistema economico.
Alberto Micalizzi

mercoledì 12 aprile 2017

UBI Banca: i falsi contabili protetti dalla "privacy" ?

Da: Alessandro Govoni (CTU)
Date: 12 aprile 2017 08:56
Oggetto: La situazione di farsa e quasi intimidazione all' assemblea di UBI Banca
A: adusbef@studiotanza.it
Cc: a tutte le procure

Il 7 Aprile 2017 la solita delegazione composta da un Magistrato ed alcuni ricercatori e studiosi e due Onorevoli della Commissione Finanze del Movimento Cinque Stelle, munita di deleghe dei soci della ex Banca Mediterranea,  si è recata all'assemblea di UBI Banca di approvazione del Bilancio. Come per incanto al momento della votazione dell'ordine del giorno un unica persona fisica, in realtà un avvocato dello studio legale Trevisan di Milano ha materializzato con un clic il 93% dei voti in rappresentanza di un migliaio di entità finanziarie dal nome improbabile  (minatori del Minnesota... cosa investono questi minatori  il loro TFR in fondi speculatori ?) in realtà concentrati in una decina di hedge fund, per definzione ai sensi del D.M del Tesoro n. 228/1999 "fondi speculatori", gestori dei loro interessi, che entrano ed escono dal flottante delle banche quotate italiane, facendone crollare la quotazione con vendite allo scoperto(=titoli della banca stessa presi in prestito e poi venduti ) .   
 Era costituita in assemblea circa la metà delle azioni emesse .

Zittita, insultata e pedinata la delegazione dell' ex Banca Mediterranea, definita simpaticamente dal Magistrato "gli straccioni  del Mezzogiorno",  non ha trovato di certo un ambiente democratico nell'assemblea UBI , a differenza di altre assemblee bancarie. 
Tant'è che uno degli onorevoli Cinque Stelle ha dovuto chiedere spiegazioni per questo ignobile comportamento . 

Forse i vertici del management sentivano il peso dei procedimenti penali in corso . 

Se non si fosse stati all'interno di un Assemblea, vi sarebbero già  stati i presupposti per un esposto contro  l'amministratore delegato  per ipotizzata lesione della fede pubblica avendo egli pubblicamente replicato che "non tutti gli hedge fund sono uguali, ma che per esempio Silchester è un investitore da molti anni di UBI".
 Gli è stato replicato che "Silchester non è un hedge fund ma un fondo comune di investimento che fa parte pertanto del capitale stabile della banca avendo investito a lungo termine e pertanto non fa parte del flottante della banca . Per statuto dei fondi comuni di investimento, Silchester, inoltre, non può fare vendite allo scoperto".
 E' stato poi richiesto alla dott.ssa Letizia Moratti che la banca permettesse la visione del libro giornale per verificare se in corrispondenza di ogni mutuo ipotecario/fondiario erogato si fosse verificata una diminuzione delle riserve della banca al fine di dimostrare la ipotizzata  elusione fiscale (delle quote capitali rimborsate dagli ignari mutuatari)  in danno della banca stessa e in danno dello Stato italiano in favore degli hedge fund stranieri che la controllano,  nel caso invece l'importo del mutuo fosse stato creato con un clic . 
La dott.ssa Moratti ha risposto che il bilancio era certificato da importante società di revisione .
 E' stato allora replicato:
 "Era stato richiesto di esaminare il libro giornale delle banca. La risposta avrebbe dovuto essere : SI' lo permettiamo, NO,   non lo permettiamo. Se nulla vi fosse di anomalo,  la riposta dovrebbe essere,  SI',  lo permettiamo" . 
Ha replicato allora il Presidente della banca, affermando che il libro giornale non è consultabile per la privacy. 
In questo desolante quadro si interseca l'ipotizzata mistificazione dell'informazione effettuata il giorno seguente da "Il Sole-24 ore" che ha scritto nero su bianco che gli hedge fund detengono il 40% della banca . In realtà è stato verificato che poiche anche in UBI il flottante costituisce circa l'85% del capitale totale della banca , detenendo tali hedge fund anglo -caucasici circa 90% del capitale flottante, essi detengono  ben più del 40% e se Black Rock detenesse anche in UBI circa il 5% del capitale come in altre banche italiane, deterrebbero circa il 90% di UBI. 
Il 90% di UBI in mano a fondi speculatori.  Si rammenta l'azione che svolgono questi fondi speculatori.
Gli hedge fund sono gli unici fondi al mondo autorizzati a vendere allo scoperto (=short selling): 
 vendono le azioni p.e. della tal banca italiana  senza prima averle acquistate, ma soltanto prendendole in prestito da compiacenti controllate piattaforme di trading -on line che avevano attirato ignari risparmiatori. Vengono vendute all'insaputa dell'ignaro risparmiatore che di nulla si accorge di quanto nella notte, sfruttando il fuso orario tra borse, è avvenuto sulle sue azioni. Ciò è possibile nelle banche dove il capitale flottante è stato ampliato   come in Italia dal 1993,  all'85% del totale del capitale :  entrando ed uscendo dal flottante, gli hedge fund escono dalla banca (si fanno liquidare) dopo averne pompata la quotazione e vi rientrano  dopo averne provocato il crollo, guadagnando esattamente quanto gli ignari risparmiatori che poi hanno venduto le proprie azioni, invece vi hanno perso. In questo modo il risparmio italiano non è stato tutelato, ma sottratto.
 In questo modo banche come UBI banca  che nel 2007 avevano una quotazione di 19 euro per azione, con continue vendite allo scoperto sono state ridotte ad avere una quotazione oggi di 3,5  euro:  questa decina di  hedge fund,    entrando ed uscendo dal flottante della banca,  hanno quindi dal 2007 guadagnato 15,5 euro per ogni azione,  mentre i piccoli azionisti hanno perso,   complessivamente dal 2007,   15,5 euro per ogni azione. 

 In aperta supposta violazione dell’art 47 della Costituzione : “La Repubblica tutela il risparmio”   e NO che una decina di fondi speculatori stranieri dediti alle vendite allo scoperto, si appropriano del risparmio dei cittadini italiani. 

martedì 4 aprile 2017

Il governo occulto delle banche centrali: il caso del Giappone

I PRÌNCIPI DELLO YEN
Questo è un film sul potere occulto delle banche centrali. #DeepState


Le banche centrali hanno il potere di creare cambiamenti economici, politici e sociali. Ecco come lo fanno…

Pearl Harbor - 7 dicembre 1941.

Queuepolitely e Hushhushvideo presentano Un film basato su un libro del Professor Richard Werner.

Lunga vita all’esercito imperiale.

Regia di Michael Oswald. Trascrizione del video:

Le banche centrali e la trasformazione dell’economia.

sabato 1 aprile 2017