domenica 14 maggio 2017

The Future of Money (University of Zurich, video)

Dr. Thomas Mayer, former chief economist of Deutsche Bank, and Frank Van Lerven, Head of Research at Positive Money, are discussing monetary reform and the future of money at the University of Zurich.

domenica 7 maggio 2017

Cara BNS, aiutaci a liberare Helvetia!

Performance all'Assemblea generale della BNS
Cara BNS, aiutaci a liberare Helvetia!
Bitte Bilder anzeigen
La Svizzera, rappresentata dalla Helvetia, quale marionetta delle grandi banche. Questa è l'immagine che abbiamo comunicato con la nostra performance davanti al Kutur Casino di Berna, nel quale si teneva l'Assemblea generale della Banca nazionale svizzera. L'iniziativa Moneta intera libererebbe la Svizzera dalla dipendenza delle grandi banche, per cui noi promotori richiediamo che la BNS si occupi in dettaglio dell'iniziativa. Per rappresentare ciò, alla fine della performance Guglielmo Tell ha spinto "Thomas Jordan" a tagliare i fili che legavano la Helvetia al burattinaio.

Foto della performance
Articolo su Bloomberg (inglese)
Comunicato stampa (tedesco)

Durante l'Assemblea generale della BNS abbiamo inoltre consegnato al direttoriato della BNS, per un simbolico rafforzamento di quest'ultima, l'indirizzo web www.schweizernationalbank.ch, che abbiamo utlizzato per copiare il sito web della BNS nell'ambito del nostro pesce d'aprile.
 
Konstantin Demeter, coordinatore per il Ticino
+41 76 437 88 92, +41 91 863 23 50,
konstantin.demeter@moneta-intera.ch, info@moneta-intera.ch

Sergio Morandi,  membro del Consiglio scientifico
+41 78 712 91 25, sergio.morandi@moneta-intera.ch
Please show images
Associazione Modernizzazione Monetaria (MoMo)
casella postale 3160, 5430 Wettingen
Tel.: +41 (0)44 58 66 994, +41 (0)79 77 33 450
info@moneta-intera.ch
www.iniziativa-moneta-intera.ch 

venerdì 28 aprile 2017

Deutsche Bundesbank: Die Rolle von Banken im Geldschöpfungsprozess


Frankfurt am Main | 25.04.2017

How money is created

Since the Eurosystem launched its accommodative non-standard monetary policy measures, the central bank reserves of commercial banks in the euro area have gone up sharply, more than seven-fold within a period of not quite ten years. At the same time, the broader monetary aggregate M3, which comprises the liabilities of domestic banks and central banks against domestic non-banks such as households and enterprises, grew only moderately. In the April issue of the Monthly Report, the Bundesbank's economists look at this issue and explain how book money is created and how the Eurosystem's expanded asset purchase programme (APP) impacts on monetary growth. They also comment on proposals for banks to hold central bank money against 100% of their sight deposits.

giovedì 27 aprile 2017

Macron? Ha imparato dalla Rothschild

Macron? Ha imparato dalla Rothschild a manipolare le opinioni


Francois Henrot, ex direttore della Banca Rothschild e braccio destro di David de Rothschild, parla di Emmanuel Macron, banchiere e Managing Director della stessa banca dal 2008 al 2013.



“Ha imparato l’arte della negoziazione. Ha imparato anche, nel bene e nel male, qualcosa di molto utile in politica: la comunicazione, raccontare delle storie. In gergo, quando noi facciamo un’operazione, parliamo di equity story, una narrazione che convinca gli azionisti a comprare i nostri titoli e sostenere le nostre operazioni finanziarie. Ha imparato quindi in una certa maniera le tecniche – come dire – non della manipolazione delle opionioni ma… un pochino sì”.
traduzione di PandoraTv

domenica 16 aprile 2017

Europe already has a ‘bad bank’ — the ECB

Europe already has a ‘bad bank’ — the ECB

From Prof Richard Werner, University of Southampton Business School, UK
Sir, Charles Haswell (Letters, March 6) questions the wisdom of large-scale central bank purchases of good assets, when important bad assets can be bought. He is right: it makes no economic sense to spend billions of taxpayers’ money on bank bailouts, in the process exacerbating public sector debt, often resulting in cuts to welfare and education spending, when a costless method is available to solve the problem.
That is why I have been arguing since the 1990s in Japan that central banks should use their prerogative to purchase bad debts from banks at times of crisis — at face value. Banks would immediately have the strongest balance sheets possible. Nor would the central banks make losses from this, since they can keep the assets on their books at market value. And if the dud assets are still worth 10 cents in the dollar, compared with the actual funding cost of zero, that is an actual gain of 10 cents for the central bank. Central banks are aware of this option, and have used it whenever they wanted to prevent banking crises from turning into recessions — such as the Bank of England in August 1914 or the Bank of Japan in 1945.

Mr Haswell suggests that today the main obstacle to the implementation
of this policy is the moral hazard argument. But it is precisely to avoid moral hazard that one should deploy central banks for this one-off costless clean-up operation: moral hazard dictates that those who mess up should pay up. Need I say more?

Prof Richard Werner
Chair in International Banking,
University of Southampton Business School, UK

venerdì 14 aprile 2017

IL TRUCCO DELLA MONETA BANCARIA

IL TRUCCO DELLA MONETA BANCARIA (SECONDA PARTE)

Vedi anche:

IL TRUCCO DELLA MONETA BANCARIA DENUNCIATO IN TRIBUNALE

virtual money
Lo scorso 28 Marzo Marco Saba, Presidente di IASSEM, è intervenuto all’assemblea di Carige per contestare l’approvazione del bilancio annuale della banca.

Nel mio precedente articolo “Il trucco delle moneta bancaria denunciato in tribunale” anticipavo che nel mese di Luglio 2016 con Marco Saba abbiamo dato avvio ad una procedura legale avanti al Tribunale di Genova contro Banca Carige al fine di ottenere il riconoscimento e la corretta registrazione in bilancio della moneta bancaria che le banche creano dal nulla all’atto della concessione di prestiti alla clientela.

Infatti, i principi contabili internazionali – richiamati anche nei bilanci della Carige – affermano che non si può evidenziare in bilancio il prestito di un bene (nel caso di specie la moneta) senza prima contabilizzarne la proprietà. E’ come se una società immobiliare riportasse in bilancio gli affitti da incassare senza palesare, nello stesso bilancio, la proprietà dell’immobile che genera tali affitti!

Dati ormai convergenti e ufficialmente pubblicati da BCE, Banca d’Italia, KPMG e da altre fonti primarie hanno riconosciuto che oltre il 90% della massa monetaria in circolazione,  costituita da banconote e depositi a vista,  è creata fittiziamente dal sistema delle banche commerciali. Tale massa monetaria equivale al debito delle imprese, delle famiglie e della pubblica amministrazione (sulla relazione tra massa monetaria e debito vedi anche il mio articolo “La Cassa Depositi e Prestiti sotto attacco: partono le privatizzazioni“). Dunque, la banca crea denaro per far fronte agli impieghi, ma omette di registrarlo in cassa prima di utilizzarlo.
Si tratta di un aspetto nevralgico, del vero privilegio che consente al sistema bancario di indebitare gli Stati, le famiglie, le imprese, quindi di gestire la moneta in circolazione come una gigantesca partita di debito in base alla quale tutto ciò che noi produciamo, tutto ciò che noi possediamo rappresenta un debito verso il sistema bancario. Le banche omettono di registrare la moneta creata per produrre questo debito perchè altrimenti le dimensioni di questo colossale scandalo sarebbero oggettive e potrebbero essere regolamentate.
Da Luglio 2016 ad oggi ben sei udienze si sono svolte avanti il Tribunale di Genova, durante le quali abbiamo potuto sostanziare le ragioni tecniche per le quali l’omessa registrazione della moneta bancaria è una grave lacuna contabile che produce effetti giganteschi sulla trasparenza del sistema bancario, sui flussi di cassa e potenzialmente sulla tassazione degli utili delle banche.
Durante la recente assemblea degli azionisti siamo dunque tornati a ribadire le ragioni di una battaglia che a nostro modo di vedere coincide con una svolta epocale del modo di concepire la moneta. In tal senso, Saba ha ricordato che la creazione di denaro dovrebbe essere esercitata direttamente dallo Stato attraverso la sovranità monetaria e che invece, come riconosce anche Banca d’Italia nella risposta al recente quesito sollevato dall’Onorevole Villarosa, la creazione dei depositi da parte delle banche rappresenta la quasi totalità del massa monetaria in circolazione (vedi Audizione della Banca d’Italia).

Peraltro durante l’intervento all’assemblea Carige è stato ricordato che l’avvocato Canepa, difensore della Carige, così rispondeva al magistrato durante la sesta udienza nel procedimento in corso a Genova: “Se ci fosse qualcosa di anomalo, la BCE lo avrebbe rilevato!” Peccato che la BCE è la stessa che l’anno scorso ha deciso unilateralmente di abolire il rendiconto finanziario, la pistola fumante della creazione della moneta da parte di una banca, affermando che “…il Comitato esecutivo ritiene che la pubblicazione di un rendiconto finanziario non fornirebbe ai lettori del bilancio alcuna altra informazione pertinente.” (Fonte: Annual Accounts 2015, pag.  27). Vedi il “Video dell’intervento all’assemblea di banca Carige”.

Questo è il perimetro di uno scontro iniquo ed impari nel quale la nostra azione, tecnicamente solida e studiata nei minimi dettagli, si scontra con forze sovrastanti che modificano le regole durante lo svolgimento del gioco stesso… dimostrando che i nostri colpi raggiungono obiettivi sensibili.
Passo dopo passo, udienza dopo udienza, assemblea dopo assemblea stiamo assistendo ad un graduale arretramento da parte loro, con ammissioni e provvedimenti che li distanziano anni luce dai regolamenti contabili e giuridici che dovrebbero osservare. Sappiamo che non si arrenderanno mai ma neanche noi lo faremo!

Quello dell’omissione della moneta bancaria creata dal nulla è uno strumento di controllo formidabile come lo è la manipolazione del rating, le truffe sui derivati, l’usura bancaria, il bail-in e le tante facce della finanziarizzazione dell’economia con le quali l’Eurosistema bussa quotidianamente alla nostra porta sottraendo risorse ed imponendo la propria governance. Per questa ragione è un fronte caldo nel quale occorre posizionarsi con convinzione.

La partita è aperta, il procedimento va avanti. Ottenere una sentenza che obbliga la banca a far emergere la moneta bancaria vuol dire recuperare miliardi di gettito fiscale e far cadere uno dei privilegi storici dei banchieri, che oggi rappresenta la principale leva di indebitamento e quindi di asservimento dell’intero sistema economico.
Alberto Micalizzi

mercoledì 12 aprile 2017

UBI Banca: i falsi contabili protetti dalla "privacy" ?

Da: Alessandro Govoni (CTU)
Date: 12 aprile 2017 08:56
Oggetto: La situazione di farsa e quasi intimidazione all' assemblea di UBI Banca
A: adusbef@studiotanza.it
Cc: a tutte le procure

Il 7 Aprile 2017 la solita delegazione composta da un Magistrato ed alcuni ricercatori e studiosi e due Onorevoli della Commissione Finanze del Movimento Cinque Stelle, munita di deleghe dei soci della ex Banca Mediterranea,  si è recata all'assemblea di UBI Banca di approvazione del Bilancio. Come per incanto al momento della votazione dell'ordine del giorno un unica persona fisica, in realtà un avvocato dello studio legale Trevisan di Milano ha materializzato con un clic il 93% dei voti in rappresentanza di un migliaio di entità finanziarie dal nome improbabile  (minatori del Minnesota... cosa investono questi minatori  il loro TFR in fondi speculatori ?) in realtà concentrati in una decina di hedge fund, per definzione ai sensi del D.M del Tesoro n. 228/1999 "fondi speculatori", gestori dei loro interessi, che entrano ed escono dal flottante delle banche quotate italiane, facendone crollare la quotazione con vendite allo scoperto(=titoli della banca stessa presi in prestito e poi venduti ) .   
 Era costituita in assemblea circa la metà delle azioni emesse .

Zittita, insultata e pedinata la delegazione dell' ex Banca Mediterranea, definita simpaticamente dal Magistrato "gli straccioni  del Mezzogiorno",  non ha trovato di certo un ambiente democratico nell'assemblea UBI , a differenza di altre assemblee bancarie. 
Tant'è che uno degli onorevoli Cinque Stelle ha dovuto chiedere spiegazioni per questo ignobile comportamento . 

Forse i vertici del management sentivano il peso dei procedimenti penali in corso . 

Se non si fosse stati all'interno di un Assemblea, vi sarebbero già  stati i presupposti per un esposto contro  l'amministratore delegato  per ipotizzata lesione della fede pubblica avendo egli pubblicamente replicato che "non tutti gli hedge fund sono uguali, ma che per esempio Silchester è un investitore da molti anni di UBI".
 Gli è stato replicato che "Silchester non è un hedge fund ma un fondo comune di investimento che fa parte pertanto del capitale stabile della banca avendo investito a lungo termine e pertanto non fa parte del flottante della banca . Per statuto dei fondi comuni di investimento, Silchester, inoltre, non può fare vendite allo scoperto".
 E' stato poi richiesto alla dott.ssa Letizia Moratti che la banca permettesse la visione del libro giornale per verificare se in corrispondenza di ogni mutuo ipotecario/fondiario erogato si fosse verificata una diminuzione delle riserve della banca al fine di dimostrare la ipotizzata  elusione fiscale (delle quote capitali rimborsate dagli ignari mutuatari)  in danno della banca stessa e in danno dello Stato italiano in favore degli hedge fund stranieri che la controllano,  nel caso invece l'importo del mutuo fosse stato creato con un clic . 
La dott.ssa Moratti ha risposto che il bilancio era certificato da importante società di revisione .
 E' stato allora replicato:
 "Era stato richiesto di esaminare il libro giornale delle banca. La risposta avrebbe dovuto essere : SI' lo permettiamo, NO,   non lo permettiamo. Se nulla vi fosse di anomalo,  la riposta dovrebbe essere,  SI',  lo permettiamo" . 
Ha replicato allora il Presidente della banca, affermando che il libro giornale non è consultabile per la privacy. 
In questo desolante quadro si interseca l'ipotizzata mistificazione dell'informazione effettuata il giorno seguente da "Il Sole-24 ore" che ha scritto nero su bianco che gli hedge fund detengono il 40% della banca . In realtà è stato verificato che poiche anche in UBI il flottante costituisce circa l'85% del capitale totale della banca , detenendo tali hedge fund anglo -caucasici circa 90% del capitale flottante, essi detengono  ben più del 40% e se Black Rock detenesse anche in UBI circa il 5% del capitale come in altre banche italiane, deterrebbero circa il 90% di UBI. 
Il 90% di UBI in mano a fondi speculatori.  Si rammenta l'azione che svolgono questi fondi speculatori.
Gli hedge fund sono gli unici fondi al mondo autorizzati a vendere allo scoperto (=short selling): 
 vendono le azioni p.e. della tal banca italiana  senza prima averle acquistate, ma soltanto prendendole in prestito da compiacenti controllate piattaforme di trading -on line che avevano attirato ignari risparmiatori. Vengono vendute all'insaputa dell'ignaro risparmiatore che di nulla si accorge di quanto nella notte, sfruttando il fuso orario tra borse, è avvenuto sulle sue azioni. Ciò è possibile nelle banche dove il capitale flottante è stato ampliato   come in Italia dal 1993,  all'85% del totale del capitale :  entrando ed uscendo dal flottante, gli hedge fund escono dalla banca (si fanno liquidare) dopo averne pompata la quotazione e vi rientrano  dopo averne provocato il crollo, guadagnando esattamente quanto gli ignari risparmiatori che poi hanno venduto le proprie azioni, invece vi hanno perso. In questo modo il risparmio italiano non è stato tutelato, ma sottratto.
 In questo modo banche come UBI banca  che nel 2007 avevano una quotazione di 19 euro per azione, con continue vendite allo scoperto sono state ridotte ad avere una quotazione oggi di 3,5  euro:  questa decina di  hedge fund,    entrando ed uscendo dal flottante della banca,  hanno quindi dal 2007 guadagnato 15,5 euro per ogni azione,  mentre i piccoli azionisti hanno perso,   complessivamente dal 2007,   15,5 euro per ogni azione. 

 In aperta supposta violazione dell’art 47 della Costituzione : “La Repubblica tutela il risparmio”   e NO che una decina di fondi speculatori stranieri dediti alle vendite allo scoperto, si appropriano del risparmio dei cittadini italiani. 

martedì 4 aprile 2017

Il governo occulto delle banche centrali: il caso del Giappone

I PRÌNCIPI DELLO YEN
Questo è un film sul potere occulto delle banche centrali. #DeepState


Le banche centrali hanno il potere di creare cambiamenti economici, politici e sociali. Ecco come lo fanno…

Pearl Harbor - 7 dicembre 1941.

Queuepolitely e Hushhushvideo presentano Un film basato su un libro del Professor Richard Werner.

Lunga vita all’esercito imperiale.

Regia di Michael Oswald. Trascrizione del video:

Le banche centrali e la trasformazione dell’economia.

sabato 1 aprile 2017

martedì 28 marzo 2017

Intervento all'assemblea azionisti di Carige, 28 marzo 2017

Intervento di Marco Saba all’assemblea CARIGE del 28 marzo 2017 sul primo punto all’ordine del giorno (Bilancio 2016) e sul quinto (elezione del collegio sindacale). Repliche del presidente Tesauro e dell'AD Bastianini. Trascrizioni sotto ai video.

Marco Saba: “Saluto gli amministratori e gli azionisti presenti ed intervengo, come piccolo azionista, a proposito del bilancio d’esercizio di CARIGE che chiude con una perdita netta di 313,6 milioni di Euro. Rammento che intervenni già nell’assemblea del 2014 contestando che nel bilancio non era presente la voce che indicava il sottostante dei crediti e debiti verso clientela, ovvero la somma del denaro creato durante l’esercizio, e rinnovo tale critica con qualche osservazione in più. Dal 2014 ad oggi sono cambiati gli amministratori della banca ma non è cambiato il sistema di gestione contabile dell’attività bancaria, nonostante quanto emerso a seguito del rapporto di KPMG al primo ministro islandese e le recentissime dichiarazioni della Banca d’Italia, rese alle commissioni finanze di Camera e Senato, a proposito della creazione del denaro e dei depositi da parte delle banche commerciali.
KPMG conferma che le banche creano denaro quando effettuano dei prestiti e che tale attività di creazione, sempre secondo KPMG, sarebbe meglio fosse esercitata direttamente dallo Stato attraverso la sovranità monetaria. La Banca d’Italia, nella risposta al quesito sollevato dall’Onorevole Villarosa, afferma che la creazione dei depositi rappresenta la quasi totalità del denaro bancario. In particolare, dai bollettini Banca d’Italia 2016 si legge che oltre l’83% della massa monetaria M1 è costituita dai depositi bancari, dato che trova riscontro nell’aggregato dei crediti verso clientela, a conferma del fatto che le due voci originano l’una dall’altra. E’ il denaro, infatti, il sottostante dei crediti e debiti vantati dall’amministrazione di CARIGE nello Stato patrimoniale, ma questo denaro non transita nell’attivo patrimoniale della Banca né appare nel rendiconto finanziario e negli altri libri contabili.
La frase “creazione dei depositi” rappresenta un concentrato di due azioni differenti: la creazione di denaro ed il trasferimento dello stesso su un conto corrente. Dalla contabilità rileviamo che mentre l’uscita di cassa, subito dopo la creazione, viene registrata all’erogazione al cliente, non vi è traccia della previa entrata di tale denaro nei flussi di cassa ! L’amministrazione della banca crea denaro per far fronte agli impieghi, ma omette di registrarlo in cassa prima di utilizzarlo.
Per dimostrare quanto sto affermando, abbiamo richiesto dal luglio 2016 al Tribunale di Genova di fare un Accertamento Tecnico Preventivo sui libri contabili della banca, ma l’amministrazione di Carige, tramite l’avvocato Cànepa, così rispondeva al magistrato durante la sesta (!) udienza: “Se ci fosse qualcosa di anomalo, la BCE lo avrebbe rilevato !”.
Fa specie il riferimento alla BCE, dato che la stessa segue la medesima prassi, tanto che ha eliminato il Rendiconto Finanziario dalla pubblicazione del bilancio probabilmente proprio per evitare di evidenziare questa omissione.
In udienza i legali degli amministratori della banca hanno dichiarato che non vogliono pagare il 5% di compenso, necessario per recuperare il 100.
Evidentemente gli amministratori hanno un interesse in contrasto con quello della banca. Questo atteggiamento dimostra che gli amministratori e la società di revisione non hanno a cuore gli interessi né degli azionisti né degli altri stakeholder di Carige. A loro cosa interessa ? A loro interessano solo i loro emolumenti ? Se l’azione CARIGE crolla, se gli azionisti non percepiscono un giusto dividendo o venissero diluiti da una procedura di ricapitalizzazione preventiva, o, peggio ancora, di Bail-In, cosa importa ? Sarà sempre qualcun altro a pagare.
Quando ho posto lo stesso problema all’AD di Mediobanca, questo ha avuto almeno il garbo di dire in assemblea che non era capace di redigere il bilancio tenendo conto della creazione di denaro. E nonostante ciò, dato l’analfabetismo degli azionisti Mediobanca, il bilancio è passato lo stesso. Ma qui mi chiedo, se non intendete redigere correttamente il bilancio e se i revisori dei conti non sono in grado di capirlo, gli azionisti, almeno, capiscono quello che sto dicendo ? Voterete anche qui a favore di un bilancio mancante della corretta rappresentazione della creazione del denaro che oggi avviene extracontabilmente ? Il fatto è che, per ottemperare correttamente ai requisiti di fedele rappresentazione delle poste attive che seguono ai dettami di IAS e IFRS, l’attività rappresentata dalla nuova moneta creata deve essere registrata, alla creazione, nei flussi di cassa.
L’evoluzione dell’uomo così come del sapere scientifico e di quello economico e contabile, è avvenuta per atti di discontinuità rispetto al passato, ma che hanno migliorato le relazioni e la trasparenza tra i soggetti. Vogliamo continuare a farci prendere in giro da una governance che non si dimostra all’altezza dei compiti assegnati e che gioca in Tribunale a dire che tutto va bene, ma che fa ostruzionismo all’accertamento ? Che si rifiuta di recuperare 25 miliardi nonostante la corposa documentazione prodotta, suffragata da pareri legali e contabili, pretendendo ancora di essere in perdita di 313 milioni ?
E che senso ha, poi, eleggere una nuova lista di sindaci che non hanno nemmeno risposto ad una lettera che ho inviato, a ciascuno di loro, chiedendo se sapessero, o meno, contabilizzare la creazione di denaro ? Io penso che fare l’azionista di una banca sia un’attività per adulti, e mi appello quindi all’adultità degli azionisti per opporsi, per quanto possibile, all’ennesimo errore di costruzione del bilancio rigettandolo e votando contro, qui, oggi, in assemblea.
Mi riservo il diritto di replica e grazie per l’attenzione.”



Presidente Tesauro: “Brevissima replica”

Marco Saba: “Sì sì, brevissima replica. Non sono soddisfatto da quanto detto dall’amministratore delegato e, in particolare, mi rivolgo al Presidente Tesauro, che da ex magistrato, capirà quanto è importante l’azione dell’accertamento giudiziario, in alcuni casi controversi, come per esempio è questo e non per una cifra indifferente ma bensì di 25 miliardi. Si tratta proprio di questo denaro che viene creato, del cosìddetto tantundem. Se l’amministratore delegato pensa che non sia necessario metterlo in bilancio, cioè che sia possibile continuare a creare del denaro fuori bilancio, fuori dai libri contabili, stiamo parlando di creazione di 25 miliardi in nero, in pratica, se pensa che questo sia secondo i principi contabili coerente, corretto, che non sia necessario iscriverli nei flussi di cassa, prendo atto di questo, grazie e arrivederci.”

Presidente Tesauro: “ E adesso...”

AD Bastianini: “Confermo quanto considerato in precedenza perché questo importo a nostro modo di vedere non debbano essere registrati in bilancio e che a riguardo ci sono già delle pronunce del Tribunale di Genova a favore della banca”. 
(Nota bene: il Tribunale di Genova non s’è ancora espresso nel merito della questione contabile...)


Marco Saba: “Due settimane prima dell’assemblea ho inviato una email a ciascuno dei cinque componenti sia della lista A che della lista B, cioè Stefano Chisoli, Maddalena Costa, Francesca De Gregori, Carlo Lazzarini, Giancarlo Strada e nella lettera, quattro righe, ve le leggo, era scritto così: “Egregi/e, come azionista di Banca Carige, al fine di valutare la vostra validità per ricoprire il ruolo sindacale di candidati delle due liste, e quindi per poter decidere chi votare, chiedo se siete a conoscenza del fatto che le banche creano denaro e depositi come attività principale e che, ad oggi, dai bilanci della banca, tale attività di creazione non traspare. Vedere la comunicazione della Banca d'Italia: http://iassem.blogspot.it/2017/03/forensic-evidence-risposta-della-banca.html
Vi invito cortesemente a trasmettermi in risposta un esempio di scrittura contabile di prima nota (cassa) della creazione di 100.000 euro, prendendo come ipotesi un prestito da 100.000 euro effettuato dalla banca creando denaro; poi, ad indicarmi come tale somma influisce poi nella stesura del Rendiconto Finanziario, nel Conto Economico e nello Stato Patrimoniale, indicandomi le rispettive voci di riferimento. Ringrazio per la possibile collaborazione e per una risposta entro il 28 marzo prossimo.” Non ho ricevuto nessuna risposta, allora, se ci sono presenti questi candidati io vorrei chiedere se non hanno risposto perché non sapevano rispondere oppure perché è un modo, diciamo, per avallare quanto diceva l’ amministratore delegato cioè che anche loro ritengono che la creazione di denaro, ovvero di liquidità per la banca non debba essere contabilizzata, grazie”

Presidente Tesauro: “Non lo so, che facciamo (guardandosi intorno)…come? Magari ! "

Marco Saba: “ non possono rispondere?!”

Presidente Tesauro: “ Eh, non lo so se ci stanno”

Marco Saba: “ Lo sanno o non lo sanno, sennò che ci stanno a fare !”


Presidente Tesauro, replica: “ Allora, per quanto riguarda la domanda del sig. Saba, no Bova, no Saba, eh, dovrebbe fare una domanda se sono nominati i sindaci, dopo l’accettazione, dopo la.., quindi, se vuole aspettare... Quindi, adesso non vedo altri che vogliono intervenire e quindi do inizio alla votazione...”

INIZIA QUINDI LA VOTAZIONE DELLE DUE LISTE CANDIDATE AL COLLEGIO SINDACALE !

Allegati:

1) Dichiarazione di Banca d’Italia, allegata.

2) Dichiarazione BCE, trascritta qui:
"... the Executive Board considers that the publication of a cash-flow statement
would not provide the readers of the financial statements with any additional relevant information. "

Italiano:
“...il Comitato esecutivo ritiene che la pubblicazione di un rendiconto finanziario non fornirebbe ai lettori del bilancio alcuna altra informazione pertinente.”
Rif. Annual Accounts 2015, pagina A27
https://www.ecb.europa.eu/pub/pdf/annrep/ar2015annualaccounts_en.pdf

3) Email inviata a ciascuno dei candidati delle due liste proposte per il nuovo collegio sindacale, allegata.

Allegato 3

Ai membri delle due liste che verranno presentate in assemblea Carige per l'elezione del nuovo
Collegio Sindacale
- Stefano Chisoli
- Maddalena Costa
- Francesca De Gregori
- Carlo Lazzarini
- Giancarlo Strada
e p.c. Avv. Comm. D. Ruini

Egregi/e,

come azionista di Banca Carige, al fine di valutare la vostra validità per ricoprire il ruolo sindacale di candidati delle due liste, e quindi per poter decidere chi votare, chiedo se siete a conoscenza del fatto che le banche creano denaro e depositi come attività principale e che, ad oggi, dai bilanci della banca, tale attività di creazione non traspare.
Vedere la comunicazione della Banca d'Italia:
http://iassem.blogspot.it/2017/03/forensic-evidence-risposta-della-banca.html
Vi invito cortesemente a trasmettermi in risposta
- un esempio di scrittura contabile di prima nota (cassa) della creazione di 100.000 euro, prendendo come ipotesi un prestito da 100.000 euro effettuato dalla banca creando denaro;
- ad indicarmi come tale somma influisce poi nella stesura del Rendiconto Finanziario, nel Conto Economico e nello Stato Patrimoniale, indicandomi le rispettive voci di riferimento.

Ringrazio per la possibile collaborazione e per una risposta entro il 28 marzo prossimo.

Cordiali saluti,

Marco Saba
azionista


venerdì 24 marzo 2017

SNB Lost $68 Billion Of Swiss Confederation Funds: Who Won ?

SNB Spent $68 Billion On Currency Manipulation In 2016



Tyler Durden's picture

While Donald Trump has repeatedly expressed his displeasure with China for manipulating its currency, he appears to have recently figured out that over the past 2 years Beijing has been spending hundreds of billions in dollar to strengthen, not weaken, the Yuan and to halt the ~$1 trillion in capital flight from China. But while everyone knows that the biggest currency manipulation in the world, and perhaps the Milky Way galaxy is Japan, which now owns 40% of all JGBs in its ongoing attempt to pressure the Yen lower and explains why Abe was trembling when he met with Trump, terrified the US president would tell him to stop, one place where Trump may want to look is Europe's famously "neutral" country, which however continues to be quite bellicose when it comes to currency warfare. Overnight, the SNB announced that in 2016 it spent 67.1 billion Swiss francs, or $67.6 billion, to purchase foreign currencies in an effort to weaken its currency.
The amount, published in the central bank’s annual report on Thursday, was roughly CHF20 billion lower than the 2015 total of 86.1 billion francs and a record of 188 billion spent in 2012. What is notable is that in 2015, the Swiss National Bank ended its 1.20 EURCHF peg, which ended up costing the SNB tens of billions in FX losses.

As shown in the chart below, the SNB has used interventions for the better part of a decade to keep the franc, Europe's preeminent flight to safety currency, in check and lessen the risk of deflation. After it gave up its currency cap in early 2015, the SNB has also relied on a negative deposit rate to counter appreciation pressure. It reaffirmed that two-pillar policy stance last week.



Additionally, as part of its annual report, the SNB reported that at the end of 2016, the SNB’s assets hit a record CHF 747 billion, compared to CHF 641 billion the previous year, higher than the country's total GDP. The central bank's assets consisted almost exclusively of currency reserves, that is gold and foreign currency investments. Currency reserves were up by CHF 89 billion year-on-year to CHF 692 billion, principally due to inflows from foreign currency purchases and valuation gains.

And since the SNB is the only central banks which admits it is an aggressive hedge fund, it also reports both the composition of its balance sheet and the return on assets, and in 2016 it generated a profit on currency reserves of 3.8%. Meanwhile, returns on gold and foreign exchange reserves were 11.1% and 3.3% respectively.

What is paradoxical is that despite gold generating the SNB's highest return not only in 2016 (11.1%) and over the entire 2002-2016 period, at 6.5%, the central bank has been aggressively reducing the relative size of its gold-denominated assets over the past 7 years, mostly as a result of purchases of USD-denominated stocks and bonds.

In 2016, both fixed income investments and equities contributed to the SNB's bottom line. On the other hand, the slight appreciation of the Swiss franc reduced the return.
The SNB also revealed that in 2016, the SNB held 20% of its foreign exchange reserves in the form of equity investments. Measured in Swiss francs, the average annual return on equities since their introduction in 2005 has been 2.8%; the return on bonds has averaged 0.7%.



Finally, for those confused that the SNB is so open about its purchases and holdings of mostly US stocks, this is how the central bank justifies its policy of active stock management:
The contribution of equities to preserving the value of the currency reserves and building the SNB’s equity base has thus been very substantial during this period.
We look forward to how this boilerplate language will change after the next equity market crash which will wipe out tens of billions in "value" from the SNB's balance sheet.

martedì 21 marzo 2017

Primo corso in Italia sul Forensic accounting della creazione di denaro

Primo Corso "Forensic accounting e Moneta Nostra" 

Data: 22 marzo 2017 (full immersion, una giornata) 

Luogo: HOTEL PALACE DEL CONERO Via Grandi, 6, 60027 Osimo AN (VICINO USCITA A14 ANCONA SUD) tel. 071 710 8312

Docente:  Marco Saba, presidente IASSEM

Per informazioni e prenotazioni, contattare: Associazione Vie Armoniche Onlus (www.viearmoniche.eu) dolcini.m@libero.it - VIE ARMONICHE ONLUS - Largo 1 Maggio n. 11 - 60020 Agugliano (AN)
Tel . 071.9715041
cell. 328-4236513 - Manuela Dolcini

lunedì 20 marzo 2017

Incontro Moneta intera, 20 marzo 2017, e lettera

Incontro Moneta intera, 20 marzo
Lunedì, 20 marzo 2017
Ore 20:30
Sala multiuso scuole comunali
Sessa, Malcantone

Informazioni:
+41 76 201 49 08
info@moneta-intera.ch


Lettera nei tre principali giornali
Lettera di Konstantin Demeter riguardante la distribuzione degli utili della BNS, pubblicata sul Giornale del Popolo (10 marzo), sul Corriere del Ticino (11 marzo), e su La Regione Ticino, più corta (13 marzo).

"Tuttavia ci accontentiamo di distribuzioni relativamente esigue: se venisse accettata l’iniziativa Moneta intera, forse già a fine anno oggetto di votazione, otterremmo un importo ben più elevato."

domenica 5 marzo 2017

Comment les banques créent-elles de la monnaie?

BNS 2012:
 http://web.archive.org/web/20120106214318/http://www.snb.ch/f/welt/portrait/banks/4.html

"Les banques drainent les fonds d'épargne et les prêtent à des emprunteurs. En jouant ce rôle d'intermédiaires, les banques créent de la monnaie. Le mécanisme peut être expliqué à l'aide d'un exemple. Supposons qu'un épargnant dépose 20 000 francs en billets sur son compte bancaire. Ce dépôt ne modifie pas la quantité de monnaie dans l'économie. Les billets ne circulent plus, mais sont dans les coffres de la banque. Le compte de l'épargnant est crédité de 20 000 francs. (Ndr: dans la banque il y a maintenat 20 000 frans en papier et 20 000 francs en argent éléctronique, la monnaie a doublé)

Laisser l'argent inactif dans des coffres ne rapporte rien à la banque. Pourquoi ne le prêterait-elle pas contre rémunération? Un entrepreneur a besoin d'argent pour acheter du matériel informatique. Des 20 000 francs versés par l'épargnant, la banque prête 16 000 francs à l'entrepreneur et porte la somme sur le compte de celui-ci. Cette opération modifie-t-elle la masse monétaire? L'épargnant a toujours 20 000 francs sur son compte. L'entrepreneur a reçu en prêt 16 000 francs. La masse monétaire a par conséquent augmenté de 
16 000 francs. 
 (NdR: Non, maintenant à la banque il y a 56 000 francs en plus qu'au debut. 36 000 francs ont été crée par la banque.) Si l'entrepreneur acquiert pour 16 000 francs de matériel informatique et que le vendeur verse le montant reçu en billets à sa banque, celle-ci peut à nouveau en prêter une partie sous forme de crédit. La masse monétaire s'accroît à nouveau. Le processus de création monétaire se poursuit."

sabato 4 marzo 2017

Brexit: all countries could quit EU without paying a penny


Brexit: UK could quit EU without paying a penny, say Lords


The European commission headquarters in Brussels. 
The European commission headquarters in Brussels. Photograph: pbombaert/Getty Images

The UK could walk away from the European Union in 2019 without paying a penny, the House of Lords has said, in a report bound to raise tensions with Brussels in the run-up to Brexit talks.

The British government would have no legal obligation to either pay a €60bn (£52bn) Brexit bill mooted by the European commission or honour payments into the EU budget promised by the former prime minister David Cameron, according to analysis by the House of Lords EU financial affairs sub-committee.
In a report published on Saturday, the committee argues that the British government would be on strong legal ground if it chose to leave the EU without paying anything, adding that Brussels would have no realistic chance of getting any money.

The peers stress, however, that if the government wants goodwill from EU countries and a deal on access to European markets, agreement on the budget will be important.

“The UK appears to have a strong legal position in respect of the EU budget post-Brexit and this provides important context to the article 50 negotiations,” said Lady Falkner of Margravine, the Liberal Democrat peer who chairs the sub-committee.
“Even though we consider that the UK will not be legally obliged to pay into the EU budget after Brexit, the issue will be a prominent factor in withdrawal negotiations. The government will have to set the financial and political costs of making such payments against potential gains from other elements of the negotiations.”
Ingeborg Grässle, a German centre-right MEP who chairs the European parliament’s budget control committee, said she was astonished at the “really disappointing” conclusions. “It is not about the money. It is about responsibilities. The question is, do you stick to your engagements?” she told the Guardian.
Grässle, who gave evidence to the Lords committee, described their conclusion as “putting the knife on the table” and said, if taken, the approach would damage Britain’s Brexit negotiations.

“Do you start with a view to let everything go straight to the wall or do you want a result?” she asked. She suggested the UK was not taking Brexit talks seriously. “The EU feels that we have to organise a real divorce and we have to sort out the money, the kids, who gets the dog and the cat … and for the British, it is as if they are leaving a golf club,” she said.


The peers’ argument will be toxic to the EU’s chief Brexit negotiator, Michel Barnier, whose staff drew up the mooted bill ranging from €55bn-€60bn (£47bn-£52bn). This covers the UK’s share of EU civil staff pensions, unpaid bills and decommissioning nuclear power plants.
Barnier is expecting the UK to pay into the EU budget in 2019 and 2020, putting the UK on the hook for payments worth £12.4bn, agreed by Cameron in 2013.
The EU’s €1tn, seven-year budget was negotiated in late 2013 by EU leaders including the British prime minister. It is due to expire at the end of 2020, although bills may be trickling in until 2023. This reflects that payments for EU-funded infrastructure projects, such as roads or airports, are not settled until two to three years after being promised.
A commission spokesperson said: “During the time of its membership, the UK has taken – and will take – financial commitments. They should be honoured in full. This will be an essential element of the negotiations on the orderly separation.”

The report is likely to cause alarm among the 2,900 British nationals who work or are retired from the EU institutions and fear their futures, including pensions, will become a political football.

Barnier is seeking to move the debate away from figures: early in the talks, he will seek to agree principles of liability with the British government, rather than presenting a bill – an approach backed by member states, who agree that the UK should pay its share.

Brussels sources acknowledge that the Brexit bill varies depending on the assumptions, with estimates ranging from €20bn to more than €70bn.
Grässle said the €60bn estimate looked reasonable when the UK’s share of EU liabilities, pensions and budget promises was taken into account.
The Brexit secretary, David Davis, has hinted that Britain may pay into the EU budget to get single market access, but large payments would be a political problem for the Conservative government. Setting out her Brexit vision last month, Theresa May said: “The days of Britain making vast contributions to the European Union every year will end.”

Principles for European (Swiss ?) whistleblower legislation

Principles for European whistleblower legislation

http://www.greens-efa.eu/en/article/news/principles-for-european-whistleblower-legislation/

From the Greens/EFA Transparency and Democracy Team


The need to protect whistleblowers is increasingly recognised at international, national and local level, and in many different sectors, ranging from health care, to public spending, to banking or the environment.

The European Parliament has called for EU-wide whistleblower protection on several different occasions, and the Greens/EFA group even drafted their own proposal for an EU Directive in order to push the issue forward.

Today, the European Commission has finally launched a public consultation on the issue and is conducting an impact assessment to determine whether it could, or should, propose specific legislation to protect whistleblowers.

The Greens/EFA group will prepare our own submission to the consultation based on the following key principles, which we believe should be enshrined into future whistleblower protection laws. Once our submission is ready, we will also make that public.

  1. Both public and private bodies should be obliged to protect whistleblowers: Waste, misconduct and corruption affect all sectors, and freedom of expression and freedom of information must also be protected in all sectors.

  1. Whistleblowers should be able to report on wrongdoing and reveal information that is in the public interest: Alerts should not be limited to purely illegal activities but should also cover other forms of misconduct or wrongdoing. Threats to the public interest that have occurred, are occurring, or are likely to occur should also be covered. Exclusive lists should be avoided, and instead indicative lists covering a wide range of examples should be put forward: environmental protection, health and safety, public finance, violations of human rights, corruption and fraud, discrimination, conflicts of interest, public safety, the functioning of the internal market, etc.

  1. Whistleblowers should be protected in all fields of EU competence: Sector-specific legislation should be avoided. For example, proposing legislation to only protect whistleblowers that report mis-spending of EU funds leaves out mis-spending of national funds, and all the other areas (environmental, social, health-related) as well.

  1. Whistleblowers should be free to report both internally and externally: We believe that whistleblowers should be protected no matter what their choice of reporting channel is. In the Greens/EFA Directive we proposed that it should be possible for whistleblowers to disclosure information either alternatively or cumulatively, and in various ways - internally within the workplace, externally to the competent authorities, parliamentarians and oversight agencies, trade unions and employers’ associations, and also to the public through the media or non-governmental organisations.

  1. Whistleblowers’ reports should be quickly and seriously investigated: Investigations into the issues raised by whistleblowers should be conducted independently and within the shortest time frame possible, protecting also the rights of individuals that might be implicated by a disclosure. Both the whistleblower and any person implicated by a disclosure should be able to provide additional arguments and evidence throughout the investigation, and they should be kept informed of the handling of the disclosure.

  1. Whistleblowers should not suffer as a result of their disclosures: Whistleblowers should be able to report information anonymously and to have their identity kept secret. They should be exempted from both criminal and civil proceedings related to the disclosure as well as from other disciplinary measures or other forms of reprisal (including dismissal, demotion, withholding of promotion, etc). They should have the possibility, wherever it fits with the national legal system, to file for interim or injunctive relief in order to prevent dismissal until the outcome of the whistleblowing case has been established.

  1. Whistleblowers should not bear the burden of proof: Whistleblowers who disclosure inaccurate information in honest error should still be protected, and they should not have to prove that they acted in good faith. The only thing that matters is whether the information they revealed was in the public interest or whether it revealed wrongdoing or other misconduct (in the case of a purely internal disclosure).

  1. There should be sanctions for harassing whistleblowers, or their family or colleagues: Those who harass whistleblowers, their family or their close colleagues as a result of a disclosure, should be held liable. The employer must be the one that demonstrates that any measures taken against a whistle-blower are completely unrelated to the information revealed. Action taken against colleagues or family members as a result of the protected disclosure should also be prohibited and sanctioned.

  1. Whistleblowers should be given advice as well as legal, financial and psychological support: Whistleblowers should have access to independent legal advice on their case and to an attorney, and they should be given psychological support and/or treatment if needed. Whistleblowers should also be able to claim compensation for any harassment suffered or the loss of current or future livelihood, if the damage occurred in retaliation for a protected disclosure. Whistleblowers, their family members or colleagues who are at risk should be protected by the State.

venerdì 3 marzo 2017

Il CEO di UBS, Ermotti, non sa come funziona la banca...

Un patto di paese per il Ticino

Se ne parla ai Conti In Tasca Questa sera, mercoledì 15 febbraio, alle 20.45

http://www.teleticino.ch/video/i-conti-in-tasca/354990/un-patto-di-paese-per-il-ticino"Un patto di paese per il Ticino" è il titolo de "I conti in tasca" che andrà in onda mercoledì 15 febbraio alle ore 20.45 su TeleTicino. Recentemente è stato pubblicato il rapporto conclusivo del tavolo di lavoro sull'economia ticinese istituito alla fine del 2015 dal Dipartimento delle finanze e dell'economia. Il rapporto propone 37 misure per favorire lo sviluppo del Cantone. Queste proposte sono raccolte sotto il cappello di cinque grandi aree tematiche che sono il Ticino imprenditoriale, il Ticino competitivo, il Ticino digitale, il Ticino interconnesso e il Ticino sostenibile. In buona sostanza si delineano alcune traiettorie di sviluppo e si indicano i comportamenti di attori privati e pubblici indispensabili per la loro realizzazione. Ma si tratta di sogni oppure di proposte fattibili? Quale è il loro orizzonte temporale? E quale dovrebbe essere l'impegno dell'ente pubblico? Inoltre esistono oggi le condizioni favorevoli per uno sforzo congiunto di partner sociali, partiti politici e opinione pubblica? Di questo discuteranno, moderati da Alfonso Tuor, il Consigliere di Stato Christian Vitta, Direttore del Dipartimento finanze ed economia, Sergio Ermotti, CEO del gruppo UBS, Renzo Ambrosetti, già Presidente nazionale del sindacato UNIA, e Sergio Rossi, Professore ordinario di macroeconomia e di economia monetaria all'Università di Friborgo.
I Conti in Tasca | 15 feb 2017 07:00

Forensic evidence: Risposta della Banca d'Italia a on. Villarosa (E-mail)

venerdì 24 febbraio 2017

Prison pour l'ancien patron de Bankia et du FMI

Prison pour l'ancien patron de Bankia et du FMI

L'ancien «meilleur ministre de l'Économie» est tombé pour des détournements de fonds commis sous sa responsabilité lorsqu'il dirigeait Caja Madrid puis Bankia, de 2010 à 2012.

L'Espagnol Rodrigo Rato, prédécesseur de Dominique Strauss-Kahn à la tête du FMI, a été condamné à quatre ans et demi de prison pour des détournements de fonds commis sous sa responsabilité lorsqu'il dirigeait la banque Bankia.
Un ancien directeur général du FMI condamné à quatre ans et demi de prison. La peine a été prononcée jeudi par la justice espagnole à l'encontre de Rodrigo Rato, prédécesseur de Dominique Strauss-Kahn à la tête de l'institution internationale, de 2004 à 2007. Mais c'est la suite de sa brève carrière dans la banque, de retour en Espagne, qui lui vaut cette condamnation retentissante.
Cet homme de 67 ans devenu un paria, régulièrement traité de voleur par des manifestants, comme le rapporte l'AFP, fut une figure politique de premier plan outre- Pyrénées puisqu'il a été ministre de l'Économie et numéro deux du gouvernement de droite de José Maria Aznar (1996-2004). Loué au sein du Parti populaire comme «l'auteur du miracle économique espagnol», Rodrigo Rato avait été pressenti pour succéder à Aznar.
L'ancien «meilleur ministre de l'Économie» est tombé pour des détournements de fonds commis sous sa responsabilité lorsqu'il dirigeait Caja Madrid puis Bankia, de 2010 à 2012. Pas moins de
65 dirigeants de ces banques, condamnés jeudi, ont utilisé des cartes bancaires non déclarées pour régler toutes sortes de dépenses personnelles, essence, discothèques ou maroquinerie, pour un total de 12 millions d'euros. Ces pratiques avaient commencé plusieurs années avant l'arrivée de Rodrigo Rato chez Caja Madrid mais ce dernier a maintenu ces privilèges illégaux et en a profité lui-même.
Devenu symbole des errements de la classe dirigeante espagnole, Rodrigo Rato est poursuivi dans deux autres dossiers judiciaires pour escroquerie et falsification des comptes. Ceux-ci sont liés à la quasi-faillite de Bankia en 2012 qui a ruiné des milliers de petits actionnaires et précipité le recours par Madrid à un sauvetage européen.

BANCHE CENTRALI E RICICLAGGIO DI DENARO

Galloni: le banche rischiano l'osso del collo

mercoledì 22 febbraio 2017

Genoa court hands jail sentence to former Banca Carige chairman

Genoa court hands jail sentence to former Banca Carige chairman

http://www.reuters.com/article/italy-banks-carige-ruling-idUSL8N1G7582

Feb 22 A Genoa court said on Wednesday it had sentenced Giovanni Berneschi, the 79-year-old former chairman of local bank Banca Carige, to eight years and two months in jail for fraud, criminal association and money laundering.Berneschi was ousted from his job in September 2013 after 20 years as Carige's chairman in a management overhaul imposed by the Bank of Italy following audits that revealed poor lending practices, a large derivatives exposure and questionable accounting methods.

Carige, long seen as one of the weak links in Italy's battered banking system, is preparing a new business plan after European Central Bank supervisors told it to cut its problem loans.

In Italy, defendants are allowed two appeals and are considered innocent until the final court ruling is delivered, a process which can take years and is regularly cut short by the statute of limitations, which limits the amount of time a magistrate can pursue a case.

Pending the final ruling, the jail sentence is suspended. But the Genoa court said it had put Berneschi under probation.
"All that was left for them to do was to shoot me," he told reporters on his way out of the court.

Carige's shares have fallen sharply in the past couple of years because of uncertainty over whether the bank will need to seek more capital after raising a total of 1.6 billion euros($1.68 billion) in two successive share sales in 2014 and 2015.

Carige has said in the past it considered itself a damaged party and it is expected to seek damages from its former chairman. The bank had no comment on the ruling. ($1 = 0.9513 euros) (Reporting by Paola Balsomini; writing by Valentina Za. Editing by Jane Merriman)